I Bad Jokes per Clapo Music annunciano il remake di Superstition. In uscita il 27 maggio

I Bad Jokes, band dal respiro internazionale e dagli amori radicati nel rock/pop anglosassone anni Ottanta, con all’attivo Just a matter of time, album di esordio in cui esibiscono con perizia musicale, fine scrittura e coraggiosa alternanza di moods, hanno giocato la carta della cover proponendo un classico dei seventies: Superstition.

Decisamente, una scommessa da temerari confrontarsi con uno dei brani simbolo di Stevie Wonder, vincitore di Grammy e inserito nella classifica delle migliori cento canzoni di tutti i tempi dalla rivista Rolling Stone. Jeff Beck (il primo, mancato, destinatario della canzone) e Stevie Ray Vaughan l’hanno reinterpretata a modo loro con un sound più hard e più vicino al loro straordinario virtuosismo chitarristico. I Bad Jokes puntano invece alla sottrazione e al prosciugamento, eliminando addirittura il mitico Clavinet che caratterizzava l’intero brano di Wonder. L’intro sembra richiamare la struttura funky dell’originale, invece dopo una manciata di secondi i ragazzi spiazzano l’ascoltatore con un attacco che più rock non si può. Così andrà avanti l’intero brano, con un ritmo trascinante, primordiale, dove gli strumenti tirano, graffiano e si fronteggiano in alternanza o all’unisono, mentre il cantante – più che la superstar della Motown – insegue con impeto le orme di Robert Plant.

La Superstition dei Bad Jokes non è propriamente una cover o un remake, è una riuscita, personalissima ricomposizione di un mosaico che se allora poteva dissimulare il pessimismo dell’era Nixon, oggi potrebbe ritornare prepotentemente di attualità.

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